www.snowfinch.it

Stazione Ornitologica D'Alta Quota C. Imperatore 2200 slm.

"I guardiani di Rocca Calascio nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti Della Laga"

Di Eliseo Strinella

Con la collaborazione di Rita Iorio, Massimo Pellegrini & Antonio Giusti.

Un insediamento Medioevale, decisamente suggestivo che rimanda a quel mondo mitico cavalleresco, è senza ombra di dubbio il castello di Rocca Calascio, che oltre a suscitare un profondo interesse  per i ricercatori ma anche per i  semplici appassionati, si attesta tra i più elevati fra i castelli della fascia appenninica e dell'intero panorama nazionale.

Sicuramente è una delle fortificazioni che in particolar modo entra in simbiosi con l’angusto territorio roccioso che la circonda, dominando il suggestivo panorama naturalistico che volge lo sguardo a Campo Imperatore, al magnifico massiccio del Gran Sasso e al caratteristico paese di Calascio situato a 1200 metri di quota.

La Rocca rappresentava un  punto di osservazione militare, in contatto con altri insediamenti disseminati nel territorio,che si protraeva fino ai castelli della costa adriatica; Il suo ruolo principale tuttavia era finalizzato al  controllo di uno dei  più importanti percorsi tratturali durante il periodo della transumanza, che costeggiava le sottostanti mura.

La costruzione della torre originaria 1520 m. slm. è da riferirsi all'XI secolo, solo successivamente attraverso il volere di Antonio Piccolomini furono realizzate verso gli anni ottanta del 1400, le torri adiacenti al più antico torrione di Rocca Calascio, nonchè la cinta muraria  che cingeva l'antico paese e la ricostruzione parziale del centro abitativo.

Rocca Calascio ancora oggi conferisce ad ognuno voglia visitarla, quella profonda appartenenza ad un mondo passato, tanto misterioso quanto affascinante  regalando se pur per pochi  istanti, una vera atmosfera magica.

 

Veduta di Rocca Calascio Gennaio 2008 autore Antonio Giusti

Catena Prena-Infornace veduta da Rocca Calascio Gennaio 2008 autore Antonio Giusti

 

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Rocca Calascio costituisce sotto l'aspetto avifaunistico, uno dei siti più interessanti dove osservare varie specie di uccelli e  tra le aree più suggestive dove ammirare il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax).  

Nei pressi del castello e tra le case abbandonate, non è raro trovare alcune specie nidificanti come la Taccola (Corvus monedula), il Gheppio (Falco tinnunculus) ed il Passero solitario (Monticola solitaria), ed una o più coppie di Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), che costituiscono per quest'ultima, l'unico caso noto in Abruzzo di nidificazione su fabbricato.

La nidificazione sinantropica del Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), fu accertata in Abruzzo per la prima volta nel 1993 dagli ornitologi della (S.O.A.) Stazione Ornitologica Abruzzese, che osservarono la nidificazione della specie in alcune cavità della : Chiesa Madonna della Pietà - sec. XV (Rocca Calascio), Pubblicato su Avocetta N. 1 Vol.19 - Giugno 1995  

Dal lontano 1993, la specie è stata monitorata negli anni con discreta regolarità durante il periodo riproduttivo, accertando una consuetudine nell'occupazione delle cavità "storiche" poste sulla chiesa; (nidificazione del 2004)  

Nel 2005 la Chiesa Madonna della Pietà - sec.XV in fase di restauro, era circondata dalle impalcature edili, compresa la parete dove sono collocate le cavità occupate dal Gracchio corallino per la nidificazione. (nidificazione 2005)     

Su suggerimento del W.W.F. Abruzzo e della (S.O.A.) Stazione Ornitologica Abruzzese, ma sopratutto grazie alla sensibilità della Soprintendenza, vennero momentaneamente sospesi i lavori di restauro della chiesa, che ripresero a fine nidificazione permettendo ai Gracchi corallini di portare avanti la nidiata con successo.

Successivamente ai lavori di restauro, le cavità della chiesa utilizzate per la nidificazione, su indicazione del W.W.F. Abruzzo e della (S.O.A.) Stazione Ornitologica Abruzzese, vennero lasciate aperte a disposizione dei Gracchi corallini, che hanno continuano ad occuparle anche negli anni successivi. (nidificazione del 2006) 

Un esempio di come attraverso la conoscenza della realtà ornitologica del territorio, è possibile intervenire ai fini della conservazione, se consideriamo che il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) è specie in Allegato I della Direttiva Uccelli 79/409/CEE - Categoria (Spec 3) secondo BirdLife International.

Per nulla intimorito dalla presenza di numerosi escursionisti, che sopratutto nel periodo primaverile ed estivo affollano la Rocca, la figura del Gracchio corallino è presente per un discreto periodo dell'anno, mettendosi in evidenza con il loro gracchiare territoriale, a rimarcare come vero guardiano, la propria appartenenza ad un luogo ricco di storia.

 

Rocca Calascio Dicembre 2007 autore Antonio Giusti

Rocca Calascio Gennaio 2008 autore Antonio Giusti

Rocca Calascio Dicembre 2007 autore Antonio Giusti

Rocca Calascio Gennaio 2008 autore Antonio Giusti