Stazione Ornitologica D'Alta Quota C. Imperatore 2200 slm.
Parco Nazionale Del Gran Sasso E Monti Della Laga
Cenni sulla tecnica dell'inanellamento

Regolamento attività inanellamento
Serie anelli per specie
Leggere gli anelli colorati
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La tecnica dell’inanellamento è nata poco più di un secolo fa e, più precisamente, nel 1889, quando il danese Mortensen iniziò a marcare i pulcini di Storno (Sturnus vulgaris) del suo villaggio di Viborg applicando fascette di metallo alla zampa.
È una tecnica di ricerca basata sul marcaggio individuale degli uccelli, con lo scopo di rendere unico il soggetto inanellato (Unificare il soggetto).
Pensato quale strumento per studiare le rotte di migrazione, l’inanellamento è divenuto una tecnica di ricerca molto diffusa per lo studio del comportamento, dell’ecologia e della dinamica di popolazione degli uccelli.


Attualmente in Italia operano circa 400 inanellatori autorizzati, e 370 collaboratori ed aspiranti inanellatori.
Per ottenere l' autorizzazione all’inanellamento è richiesta una notevole esperienza e, per ciascuno dei tre livelli di autorizzazione, è sempre richiesto il superamento di uno specifico esame.
Annualmente in Italia, ogni anno, vengono inanellati circa 250.000 uccelli appartenenti ad oltre 350 specie diverse.
Per decenni l’inanellamento è stato l’unico metodo possibile per studiare i movimenti degli uccelli, soprattutto quelli delle specie migratrici su lunga distanza.
Attraverso le ricatture di uccelli inanellati, si può tracciare una linea tra il punto di cattura e quello di ricattura e questo rappresenta la rotta “teorica” seguita dall’animale, la quale, ovviamente, non dà informazioni sul reale percorso seguito dall’uccello tra i due punti.
Da quasi un trentennio, questa tecnica è utilizzata per studiare non solo la migrazione, ma anche l’andamento nel tempo delle popolazioni di uccelli, ovvero se una specie è in calo numerico o in aumento.
Tutto ciò è reso possibile grazie a stazioni di cattura dette “a sforzo costante”, che operano per decenni seguendo sempre le medesime modalità, il che consente di mantenere delle condizioni statistiche standardizzate.


Il progetto PR. I. S. CO.
Il progetto PRISCO (Progetto di Inanellamento a Sforzo Costante) gestito in Italia dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, prevede lo studio dei piccoli passeriformi nel periodo riproduttivo, tramite la raccolta di dati biometrici, fisici ed ambientali, standardizzata per tutte le stazioni che partecipano al progetto.
Il numero delle sessioni di inanellamento viene suddiviso per decadi, a partire dal mese di maggio, fino ad agosto, per un totale di 12 giornate.
Questa raccolta di informazioni, standardizzata per tutti gli inanellatori, permette un raffronto diretto dei dati raccolti da tutte le stazioni PRISCO.
Il progetto prevede un monitoraggio approfondito dell’ambiente circostante il sito di cattura, allo scopo di identificare la scelta dell’habitat da parte degli uccelli, durante il delicato periodo della riproduzione.
Il progetto PRISCO ha molta importanza anche sotto l’aspetto della conservazione, perché darà modo di monitorare lo status delle popolazioni e di stabilire interventi su vasta scala mirati alla salvaguardia di specie particolarmente minacciate.

Attualmente, in Italia l’attività dell’inanellamento è regolamentata dalla legge 157/92 sulla caccia e viene gestita dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, Centro Nazionale Inanellamento.
Il Centro Nazionale Inanellamento gestisce i dati raccolti da tutti gli inanellatori e che vengono archiviati in una banca dati; Esso confronta le schede di ricattura, eroga gli anelli, organizza un protocollo standardizzato per la raccolta dei dati (Regolamento sull’attività dell’inanellamento in Italia).

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale I.N.F.S. Il
Gruccione
http://www.gruccione.it/