www.snowfinch.it

Stazione Ornitologica d’Alta Quota Altopiano di C. Imperatore - Gran Sasso

"Progetto Inanellamento Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax"

foto copertina Eliseo Strinella

"L'attività di Inanellamento a scopo scientifico nella Stazione Ornitologica d'Alta Quota di C. Imperatore - Gran Sasso"
Le attività di inanellamento presso il comprensorio dell'altopiano di Campo Imperatore sono iniziate nel 2003.
Dal 2006 è stata istituzionalizzata la Stazione Ornitologica [C.F.S.] ed attualmente gestita dal Reparto Biodiversità di L'Aquila, ed avviato un programma di monitoraggio dell’avifauna d’altitudine, attraverso l'Inanellamento a Scopo Scientifico.
Le attività vengono svolte secondo le linee guida del Centro Nazionale di Inanellamento [ISPRA] e in sinergia con lo stesso centro.
Collaborano alle attività l'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed i volontari del Gruppo Ornitologico Snowfinch, che partecipano alle sessioni d'inanellamento e monitoraggio dell'avifauna.

"Programma d'inanellamento del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax sul Gran Sasso"
Dal 2012, è partito un programma d’inanellamento e marcatura con Anelli Colorati [coordinato dal Centro Nazionale Inanellamento - ISPRA], del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax: www.cr-birding.org
La Stazione Ornitologica di C. Imperatore, rappresenta l’unico sito d’inanellamento del Gracchio corallino in Italia.
Dal 2006 al 2019, sono stati inanellati sul Gran Sasso complessivamente 20 animali, di cui 12 con anelli colorati.
Attraverso le riletture degli anelli colorati, sono stati raccolti 25 dati di ricattura-rilattura. Nell'agosto 2018, è stato inanellato con anello colorato un nuovo esemplare, si tratta di un giovane dell'anno, che rappresenta il primo Juv. marcato sul Gran Sasso.
Gli obbiettivi della ricerca sono finalizzati principalmente:
▪ Pendolarismo giornaliero sulle aree di alimentazione in periodo riproduttivo [individuare le aree trofiche maggiormente utilizzate, per il reperimento delle prede per lo svezzamento dei pulli];
▪ Erratismo altitudinale invernale [esaminare i luoghi di alimentazione invernali nel fondovalle, valutare l’importanza delle stesse aree, il numero di animali e giorni di frequenza, in riferimento alle condizioni metereologiche];
▪ Fedeltà al sito di nidificazione [valutare se gli animali inanellati in periodo riproduttivo, sono strettamente legati allo stesso sito di nidificazione, colonia];
▪ Fedeltà al sito di nascita-nidificazione [valutare se gli animali giovani dell’anno inanellati nello stretto periodo post riproduttivo, sono legati allo stesso sito di nascita per la nidificazione, colonia];
▪ Tasso di sopravvivenza [attraverso le ricatture e riletture degli anelli colorati];
L’utilizzo degli anelli colorati su specie "longeve" e su qualsiasi popolazione stabile e nidificante, necessita un futuro impegno di campo per la rilettura, che solo a lungo termine potrà dare informazioni preziose.
Photo-Guide to Colour-Ringed Birds: www.crb-photoguide.com


Gracchi corallino Gran Sasso C05 maggio 2018 - Silvia Di Carlo
Gracchi corallino Gran Sasso A29 maggioo 2018 - Eliseo Strinella

"L’importanza dei nevai residui nella dieta del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax"
Il Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, come altre specie degli ambienti d’alta quota più o meno specializzate [Gracchio alpino Pyrrhocorax graculus, Fringuello alpino Montifringilla nivalis, Culbianco Oenanthe oenanthe e Spioncello Anthus spinoletta], dalla tarda primavera ed inizio estate, è in parte legato per la ricerca delle prede alle chiazze di neve residue.
I nevai residui man mano che vanno in esaurimento liberano risorse trofiche [insetti sepolti sotto la neve], che vengono ricercate principalmente sul bordo neve.
Lo scioglimento dei nevai, nelle ore più calde della giornata, contribuisce a rendere il terreno più morbido, facilitando quindi i gracchi a sondare in profondità con il poderoso becco la superficie, per la ricerca delle prede.
L’utilizzo dei nevai residui è stato riscontrato anche in pieno periodo riproduttivo, pertanto svolgono un ruolo importante per lo svezzamento dei pulli ai nidi e rappresentano una risorsa continua e duratura man mano che si esauriscono.
Il diradamento delle chiazze di neve, fa riemergere anche vecchi escrementi di bovino [ricchi d’insetti al loro interno], rimasti sepolti sotto la neve, che una volta ammorbiditi vengono facilmente ispezionati dai gracchi.
La mancanza o la scarsità d’innevamento invernale causato dai cambiamenti climatici, potrebbe diminuire in periodo riproduttivo la presenza in quota dei nevai, ed incidere in maggior misura sulla dieta delle specie di uccelli più specializzate.

"L'utilizzo dei nevai residui nella dieta del Gracchio alpino Pyrrhocorax graculus"
Anche il Gracchio alpino Pyrrhocorax graculus, pur avendo una plasticità alimentare più ampia, dalla tarda primavera ed inizio estate, frequenta per la ricerca delle prede le chiazze di neve residue; Come per il Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, l’utilizzo dei nevai è stato rilevato anche in periodo riproduttivo.
Gran Sasso Giugno 2015 Gracchio alpino 1
Gran Sasso Giugno 2015 Gracchio alpino
Gran Sasso Giugno 2015 Gracchio alpino 2
Gran Sasso Giugno 2015 Gracchio alpino 3

"Una strategia alimentare: gli sterchi degli animali al pascolo"
Gli escrementi “essiccati” degli animali al pascolato, principalmente di bovino, possono contenere e nascondere delle risorse trofiche.
Il Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax ha "imparato" a reperire gli insetti rivoltando le vecchie fatte, asciugate dal sole e dal vento.
Vengono trovati principalmente nella parte inferiore, dove il terreno rimasto in ombra ed in parte umido, attira e nasconde numerosi insetti.
Gran Sasso 09.08.2019 gracchio-c -2- e.strinella
Gran Sasso 09.08.2019 gracchio-c -3- e.strinella
Gran Sasso 09.08.2019 gracchio-c -4- e.strinella
Gran Sasso 09.08.2019 gracchio-c -5- e.strinella
Gran-Sasso-21.08.2019-gracchio-c-1-e.strinella
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"La consistenza dei gruppi di Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, nel periodo post-riproduttivo nell’ area di Campo Imperatore"
Presso l’area sommitale di Campo Imperatore, il monitoraggio del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax viene svolto anche attraverso il conteggio dei gruppi, che si formano durante il periodo post-riproduttivo, documentati nel mese di luglio ed agosto.
I gruppi formati sia da giovani dell’anno che da adulti, hanno raggiunto nel mese di agosto una consistenza di oltre cento animali.
L’importanza di monitorare l’entità dei flock nel tardo periodo post-riproduttivo, attraverso uno sforzo congiunto nelle “macro” aree di nidificazione, può rappresentare un ulteriore riferimento di conoscenza sulla consistenza della comunità del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax, sul massiccio del Gran Sasso.
Gran Sasso 22.07.2019 (46) -1- e.strinella
Gran Sasso 22.07.2019 (47) -2- e.strinella
Gran Sasso 24.08.201(99) -4- e.strinella
Gran Sasso 24.08.2019 (77) -3- e.strinella

"Pendolarismo giornaliero in periodo invernale del Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax sulle aree di alimentazione del fondovalle"
Dal 2013 al 2019, nel periodo invernale vengono monitorate alcune aree a bassa quota nell’Aquilano, frequentate dai gracchi corallini.
Scendono dal versante del Gran Sasso di Monte S. Franco solitamente di prima mattina, visitano le zone pianeggianti del fondovalle per ripartire nel primo pomeriggio.
In questi anni il periodo di arrivo-permanenza è abbastanza ricorrente [tra la terza decade di gennaio e la prima decade di marzo], ed è legato soprattutto all'innevamento e alle temperature rigide in quota, che spingono questi animali ad abbassarsi proprio per procacciarsi il cibo in terreni che ne consentano il reperimento.
La frequentazione delle aree, è in maggior misura interessata nei giorni e periodi accompagnati dalla pioggia e temperature miti, che “ammorbidiscono” i terreni e consentono agli animali di sondare con il becco ben in profondità [ricoperto di terra fino alla base]; i prati scelti che vengono setacciati con frenesia sono soprattutto incolti, coltivi a riposo, campi seminati ad erba medica.
Il numero degli animali che vengono contati la mattina presto all'arrivano [sono più concentrati il giorno si distribuiscono nei prati], è abbastanza variabile e va da qualche decina [con una media di 40\50 circa], ad oltre 150 animali; durante il giorno si uniscono sui campi con altri corvidi: cornacchie e taccole.
Rimane estremamente importante conoscere e monitorare le aree di alimentazione invernali di questa specie [inserita nella Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli Uccelli Selvatici], che ricadono molto spesso al di fuori delle aree protette.
Va tenuto conto che in questi anni [2013-2019], nelle aree del fondovalle monitorate non sono stati riscontrati particolari elementi di disturbo, pur essendo interessate zone rurali e campagne con pascolo.
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