www.snowfinch.it

Stazione Ornitologica d’Alta Quota Altopiano di C. Imperatore - Gran Sasso

"Rete di monitoraggio del Fringuello alpino Montifringilla nivalis in Appennino"

copertina Eliseo Strinella

"La rete di monitoraggio in Europa: European Snowfinch Group"
Gli ornitologi che studiano il Fringuello alpino Montifringilla nivalis in Europa, hanno ideato e condiviso la pubblicazione dell'European Snowfinch Group: www.snowfinch.eu
Questa nuova realtà nata in modo informale nel novembre 2018, rappresenta un primo passo in cui convogliare gli sforzi di campo ed attuare un piano di monitoraggio standardizzato e partecipato dai vari gruppi [che operano in aree geografiche differenti], indirizzato ad ampliare la conoscenza sullo status di conservazione delle varie popolazioni, di una delle specie sensibilmente vulnerabile ai mutamenti climatici.
European Snowfinch Group, oltre che orientare lo studio sugli effetti del riscaldamento globale e creare interesse tra i ricercatori su questa tematica, intende funzionare anche da collegamento per estendere la collaborazione con ulteriori gruppi di lavoro impegnati sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis in altre aree geografiche; [Ampliare il numero delle zone monitorate secondo un protocollo di campo condiviso dall'European Snowfinch Group].
Prendono parte al progetto Europeo i ricercatori Spagnoli [Catena Montuosa dei Pirenei e Monti Cantabrici], Svizzeri [Catena Montuosa delle Alpi versante Svizzero], Austriaci [Catena Montuosa delle Alpi versante Austriaco], Italiani [Catena Montuosa delle Alpi versante Italiano ed Appennino], Francesi [Catena Montuosa delle Alpi versante Francese], Corsi [montagne della Corsica].
La Stazione Ornitologica d'Alta Quota di C. Imperatore, coordina il programma di monitoraggio del Gruppo Italiano dell'Appennino, aderente all'European Snowfinch Group.
"La raccolta d’informazioni, attraverso una rete collaborativa di monitoraggio, costituita anche e soprattutto dalla passione di: Ricercatori, Ornitologi, Birdwatchers, Escursionisti fruitori della montagna, è molto importante per approfondire le conoscenze sulla biologia del Fringuello alpino Montifringilla nivalis."

"Erratismi invernali in Appennino Centrale"
Il Fringuello alpino Montifringilla nivalis, nell'Appennino Centrale nidifica a partire da circa 1900 metri di quota; il suo areale riproduttivo è abbastanza noto, in quanto la specie è legata ai maggiori massicci montuosi.
Scarsamente conosciute sono invece le aree frequentate durante i movimenti erratici altitudinali, compiuti in periodo invernale in risposta al clima rigido e alla neve spesso abbondante alle quote superiori.
Sopratutto nel periodo invernale, il Fringuello alpino Montifringilla nivalis può compiere degli spostamenti non solo altitudinali all'interno dei contesti in cui sono ubicate le aree riproduttive, ma anche al di fuori dei massicci regolarmente abitati dalla specie.
Le maggiori probabilità di spostamento tra massicci montuosi [e quindi anche di possibile interazione tra popolazioni di aree diverse], si verificano infatti proprio durante i movimenti erratici invernali.
Le località invernali di segnalazione, anche a bassa quota al di fuori delle abituali aree di “residenza”, potrebbero costituire delle località di “transito”, dove la specie sosta mentre si sposta da un massiccio montuoso a un altro.
I piccoli nuclei nidificanti che talvolta si riscontrano in località “minori”, poste ai margini dei principali massicci montuosi, potrebbero pertanto essere legati a questi movimenti invernali, favoriti da inverni rigidi, con abbondante innevamento.
Individui provenienti dalle aree principali potrebbero quindi colonizzare e successivamente mantenere queste piccole popolazioni marginali.
La diminuzione delle precipitazioni nevose in inverno, a causa dei mutamenti climatici cui stiamo assistendo, potrebbe ridurre i movimenti invernali e portare ad una rarefazione dello scambio di individui tra popolazioni disgiunte, risultando in una riduzione e nella possibile scomparsa dei piccoli nuclei nidificanti nelle località montane “minori”, dove la persistenza delle popolazioni locali necessita dell’apporto di individui provenienti dalle roccaforti della specie.

"Le ricerche dell'European Snowfinch Group sui movimenti invernali"
I movimenti invernali del Fringuello alpino Montifringilla nivalis, ancora poco noti, sono uno degli argomenti di maggior interesse per i ricercatori dell’European Snowfinch Group [www.snowfinch.eu], che stanno lavorando in sinergia per approfondire le conoscenze relative alla specie, anche per quanto riguarda i suoi movimenti migratori ed erratici.
I risultati di una ricerca sull’argomento sono riportati in questo articolo scientifico:
"Partial migration of White-winged snowfinches is correlated with winter weather conditions"
Jaime Resano-Mayor, Chiara Bettega, María del Mar Delgado, Angel Fernandez-Martín, Sergio Hernandez-Gomez, Ignasi Toranzo, Antonio Espana, Miguel de Gabriel, Is Mabel Roa-Alvarez, Juan Antonio Gil, Eliseo Strinella, Keith A. Hobson, Raphael Arlettaz (2020)
Global Ecology and Conservation 24 (2020) e01346 Link.
In questo lavoro pubblicato nel 2020, viene studiato il modello migratorio del Fringuello alpino Montifringilla nivalis, attraverso l'analisi di isotopi stabili dell'idrogeno delle piume (δ2HF), e come si relaziona con i fattori meteorologici.

"Bibliografia sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis nell'Italia Meridionale"
● Nuovi dati sulla migrazione del Fringuello alpino (Montifringilla nivalis (L.) in Italia
Bruno Massa (1978)
Riv. ital. Orn. 48: 172-175 Jpg.

● Check-list degli uccelli della Basilicata, aggiornata al 31 maggio (2008)
Egidio Fulco, Caterina Coppola, Gianni Palumbo & Matteo Visceglia 2008
Riv. ital. Orn. 78: 13-27 Pdf.

● Gli Uccelli Delle Isole Circumsiciliane
Bruno Massa, Pietro Lo Cascio, Renzo Ientile, Emanuela D. Canale & Tommaso La Mantia (2015)
Naturalista sicil., S. IV, XXXIX (2), 2015, pp. 105-373 Pdf.

"Osservazione invernale nell’Appennino Meridionale di Gianni Palumbo"
Una interessante segnalazione nell’Appennino Meridionale (Basilicata), risale al 27 dicembre 1997 presso il Monte Sirino, località "Lago laudemio", 1550 m.
Gianni Palumbo ha osservato (non fotografato) un singolo animale.

"Osservazione invernale nell’Appennino Meridionale di Alfonso Roberto Apicella"
Una interessante osservazione nell’Appennino Meridionale, è avvenuta il 19 gennaio 2021, sul Monte Pollino a confine tra la Basilicata e la Calabria.
Alfonso Roberto Apicella, ha osservato e documentato cinque individui in località Serra delle Ciavole a circa 1900 m, in alimentazione nelle piccole zone di terreno scoperte dalle neve.
Costituisce una delle segnalazioni più meridionali, riguardante un'area ben distante dal gruppo montuoso delle Mainarde nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, che ospita il sito di nidificazione stabile più meridionale nell’Appennino Centrale.
Monte Pollino 19 gennaio 2021 - Alfonso Roberto Apicella
Monte Pollino 19 gennaio 2021 - Alfonso Roberto Apicella
Monte Pollino 19 gennaio 2021 - Alfonso Roberto Apicella

"Osservazione invernale in un area costiera Meridionale di Tommy Capodiferro"
Una interessante osservazione in un'area costiera Meridionale, è avvenuta il 31dicembre 2008 sul Monte Gargano, in Provincia di Foggia.
Tommy Capodiferro, ha osservato e documentato un individuo sul crinale della piccola montagna situata nel Comune di San Giovanni Rotondo, che con i suoi 1056 m, costituisce la cima più "alta" del Gargano .
L’individuo è stato seguito per diversi minuti, muoversi sul terreno tra la piccole e scarse chiazze di neve presenti.
Gli esodi invernali dalle zone di residenza, possono spingersi anche a notevole distanza dalle catene montuose di appartenenza, ed in casi eccezionali alcuni individui, possono spingersi fino sulle zone costiere.
Monte Gargano 31 dicembre 2008 - Tommy Capodiferro
Monte Gargano 31 dicembre 2008 - Tommy Capodiferro
Monte Gargano 31 dicembre 2008 - Tommy Capodiferro

"Campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis in Appennino"
Il Reparto Biodiversità di L’Aquila, attraverso il "Centro Studi Ricerche e Conservazione dell’Avifauna e degli Ecosistemi d’Altitudine", ha avviato una campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis, lungo la dorsale appenninica, denominata: "Anelli sulle Nevi Sentinelle delle Vette - Clima ed Uccelli in Appennino".
Il programma d'inanellamento a scopo scientifico del Fringuello alpino Montifringilla nivalis, viene coordinato dal Centro Nazionale d'Inanellameto - ISPRA, che fornisce le linee guida anche sull'utilizzo degli anelli colorati.
Come è noto il Fringuello alpino Montifringilla nivalis è una specie tipica dell'ecosistema alpino, che vive negli ambienti di montagna delle Alpi e dell’Appennino per l’intero arco dell’anno, è presente in Italia con due popolazioni separate, quella alpina dov’è maggiormente distribuita e quella appenninica più localizzata sui massicci montani, dell’Abruzzo delle Marche del Molise e del Lazio, sopra i 1900 metri di quota.
La presenza del Fringuello alpino lungo la catena appenninica ha un interesse bio-geografico, in quanto la specie rappresenta un elemento relitto, rimasto isolato sulle vette dei massicci in seguito alle glaciazioni quaternarie.
Gran Sasso marzo 2013 - Eliseo Strinella
La capacità di vivere in condizioni climatiche particolarmente estreme, colloca il Fringuello alpino Montifringilla nivalis al primo posto tra le specie di passeriformi europei che riescono a nidificare alle temperature più basse [Heininger, 1991].
In inverno compie movimenti erratici verticali dovuti al clima e si sposta a quote più basse, ma tendenzialmente colonizza gli insediamenti umani presenti in alta montagna, soprattutto nelle aree turistiche frequentate dall'uomo [rifugi, stazioni sciistiche], che visita regolarmente per la ricerca di cibo.
Negli ultimi cento anni si è registrato un incremento della temperatura di 0,6 gradi Celsius [soprattutto negli ultimi decenni] e si presuppone un aumento globale che potrebbe provocare gravi impatti sulla biodiversità.
Gli ecosistemi montani sono tra quelli più a rischio perché l’innalzamento della temperatura ipotizzata non sarà uniforme e ne risentiranno in maggior misura le aree a quote più elevate; di certo le specie presenti in tali ambienti, anche in quanto ad essi fortemente adattate, non avranno molti territori dove spingersi.
Gran Sasso agosto 2009 - Adriano De Faveri
Gli effetti dei cambiamenti climatici saranno più sfavorevoli per il Fringuello alpino Montifringilla nivalis, in particolare nelle aree dell’Appennino, dove la specie è già presente sulle vette dei rilievi maggiori e non avrà dunque opportunità di ricercare nuovi habitat idonei.
Simili caratteristiche bio-geografiche ed ecologiche rendono il Fringuello alpino una delle dieci specie animali più minacciate dal riscaldamento globale e può essere considerata quindi una specie sentinella ed un importante indicatore dello stato di conservazione degli ecosistemi montani, essendo tra le specie più specializzate a vivere in alta quota.
Le conseguenze sulla modificazione degli habitat d’alta quota in Appennino probabilmente non si registreranno nel breve periodo, ma un monitoraggio si rende necessario soprattutto in virtù della sua esigua estensione, rispetto alle grandi catene montuose e soprattutto per la sua posizione geografica più a sud e quindi più esposte all’innalzamento termico.
Principalmente per valutare le conseguenze dell’innalzamento della temperatura, sulle dinamiche delle popolazioni di uccelli legati agli ambienti d’alta quota, il progetto prevede anche la raccolta di dati ambientali e morfologici del territorio, associato soprattutto alla presenza dei nevai residui, che risultano fondamentali per le specie montane, come fonte di risorsa trofica primaria in periodo riproduttivo.
Gran Sasso febbraio 2015 - Eliseo Strinella
La carenza di informazioni sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis nell’Appennino, ha spinto ad effettuare ricerche specifiche sul massiccio del Gran Sasso, intensificatesi con l’istituzione nel 2003 della "Stazione ornitologica d'alta quota di Campo Imperatore".
La sua posizione strategica a quota 2200 metri slm ha permesso un monitoraggio continuo della specie nell'intero arco dell’anno, fondamentale per verificare eventuali variazioni sulla dinamica del nucleo presente sul massiccio del Gran Sasso.
Proprio grazie alle conoscenze acquisite negli anni nell’ambito dello studio del Fringuello alpino presso la Stazione di Campo Imperatore [riconosciute in ambito Nazionale ed Internazionale www.snowfinch.eu], è stato avviato un sistema di rete di monitoraggio lungo la dorsale appenninica, al fine di ampliare le conoscenze sullo status di conservazione della popolazione, tramite un programma standardizzato e condiviso, denominato appunto: "Anelli sulle nevi sentinelle delle vette – Clima ed uccelli in Appennino".
Gran Sasso maggio 2017 - Eliseo Strinella
Attraverso la campagna diffusa lungo le aree montane, si potranno acquisire dati sulla presenza-assenza attraverso delle schede di segnalazione che verranno dislocate presso i rifugi in quota, le stazioni sciistiche ecc., coinvolgendo nella raccolta dei dati soprattutto: ornitologi, escursionisti e frequentatori della montagna, che potranno inviare le schede di segnalazione direttamente al referente del progetto Reparto Biodiversità di L’Aquila, che inserirà le informazioni in un data-base attraverso un supporto di georeferenziazione.
Nello specifico si richiederà anche di segnalare eventuali animali marcati con anelli colorati numerati, che vengono inanellati nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per capire se uno dei nuclei più importanti dell’Appennino confinato sul Massiccio del Gran Sasso, interagisce con i nuclei presenti negli altri massicci montuosi lungo la dorsale appenninica.
Gran Sasso febbraio 2017 - Eliseo Strinella
Oltre a costituire un elemento di indagine con finalità scientifiche, il progetto rappresenta un ottimo veicolo di divulgazione e sensibilizzazione, teso a far conoscere le specie montane ed interessare i fruitori della montagna, attraverso il loro diretto coinvolgimento.
A tal fine il progetto prevede la realizzazione ed istallazione di cassette nido artificiali, presso le strutture recettive in quota [rifugi, stazioni sciistiche ecc.], tramite una campagna mediatica, che coinvolge associazioni ornitologiche ed Enti locali, con la diffusione di materiale divulgativo ed informativo sul progetto.
Il programma di monitoraggio sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis lungo la dorsale appenninica, viene sviluppato con il coinvolgimento dei Parchi Nazionali e Regionali, delle Riserve degli Enti locali e delle Associazioni Ornitologiche.
Gran Sasso aprile 2014 - Eliseo Strinella