www.snowfinch.it

Stazione Ornitologica d’Alta Quota Altopiano di C. Imperatore - Gran Sasso

"Rete di monitoraggio del Fringuello alpino Montifringilla nivalis in Appennino"

foto copertina Eliseo Strinella

"La rete di monitoraggio in Europa: European Snowfinch Group"
Gli ornitologi che studiano il Fringuello alpino Montifringilla nivalis in Europa, hanno ideato e condiviso la pubblicazione dell'European Snowfinch Group: www.snowfinch.eu
Questa nuova realtà, rappresenta un primo passo in cui convogliare gli sforzi di campo ed attuare un piano di monitoraggio standardizzato e partecipato dai vari gruppi, [che operano in aree geografiche differenti], indirizzato ad ampliare la conoscenza e lo status di conservazione delle varie popolazioni, di una delle specie sensibilmente vulnerabile ai mutamenti climatici.
European Snowfinch Group, oltre che orientare lo studio sugli effetti del riscaldamento globale e creare interesse tra i ricercatori su questa tematica, intende funzionare anche da collegamento per estendere la collaborazione con ulteriori gruppi di lavoro impegnati sul Fringuello alpino in altre aree geografiche.
Ampliare il numero delle zone monitorate secondo un protocollo di campo condiviso dall'European Snowfinch Group.
Prendono parte al progetto Europeo i ricercatori Spagnoli [Pirenei e Monti Cantabrici], Svizzeri [Alpi Svizzere], Italiani [Alpi e Appennino], Corsi [montagne della Corsica].
La Stazione Ornitologica d'Alta Quota di C. Imperatore, coordina il programma di monitoraggio del Gruppo in Appennino.

"Anelli sulle nevi sentinelle delle vette - Clima ed uccelli in Appennino"
Campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sul Fringuello alpino in Appennino
Il Reparto Biodiversità di L’Aquila, attraverso il "Centro studi ricerche e conservazione dell’avifauna e degli ecosistemi d’altitudine", intende avviare una campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sul Fringuello alpino Montifringilla nivalis, lungo la dorsale appenninica, denominata: "Anelli sulle nevi sentinelle delle vette – Clima ed uccelli in Appennino".
La supervisione scientifica sarà coordinata dal: Centro Nazionale d'Inanellameto - ISPRA.
Come è noto il Fringuello alpino è una specie tipica dell'ecosistema alpino, che vive negli ambienti di montagna delle Alpi e dell’Appennino per l’intero arco dell’anno, è presente in Italia con due popolazioni separate, quella alpina dov’è maggiormente distribuita e quella appenninica più localizzata sui massicci montani, dell’Abruzzo delle Marche e del Lazio, sopra i 1900 metri di quota.
La presenza del Fringuello alpino lungo la catena appenninica ha un interesse bio-geografico, in quanto la specie rappresenta un elemento relitto, rimasto isolato sulle vette dei massicci in seguito alle glaciazioni quaternarie.
La capacità di vivere in condizioni climatiche particolarmente estreme, colloca il Fringuello alpino al primo posto tra le specie di passeriformi europei che riescono a nidificare alle temperature più basse [Heininger, 1991].
In inverno compie movimenti erratici verticali dovuti al clima e si sposta a quote più basse, ma tendenzialmente colonizza gli insediamenti umani presenti in alta montagna, soprattutto nelle aree turistiche frequentate dall'uomo [rifugi, stazioni sciistiche], che visita regolarmente per la ricerca di cibo.
Negli ultimi cento anni si è registrato un incremento della temperatura di 0,6 gradi Celsius [soprattutto negli ultimi decenni] e si presuppone un aumento globale che potrebbe provocare gravi impatti sulla biodiversità.
Gli ecosistemi montani sono tra quelli più a rischio perché l’innalzamento della temperatura ipotizzata non sarà uniforme e ne risentiranno in maggior misura le aree a quote più elevate; di certo le specie presenti in tali ambienti, anche in quanto ad essi fortemente adattate, non avranno molti territori dove spingersi.
Gli effetti dei cambiamenti climatici saranno più sfavorevoli per il Fringuello alpino, in particolare nelle aree dell’Appennino, dove la specie è già presente sulle vette dei rilievi maggiori e non avrà dunque opportunità di ricercare nuovi habitat idonei.
Simili caratteristiche bio-geografiche ed ecologiche rendono il Fringuello alpino una delle dieci specie animali più minacciate dal riscaldamento globale e può essere considerata quindi una specie sentinella ed un importante indicatore dello stato di conservazione degli ecosistemi montani, essendo tra le specie più specializzate a vivere in alta quota.
Le conseguenze sulla modificazione degli habitat d’alta quota in Appennino probabilmente non si registreranno nel breve periodo, ma un monitoraggio si rende necessario soprattutto in virtù della sua esigua estensione, rispetto alle grandi catene montuose e soprattutto per la sua posizione geografica più a sud e quindi più esposte all’innalzamento termico.
Principalmente per valutare le conseguenze dell’innalzamento della temperatura, sulle dinamiche delle popolazioni di uccelli legati agli ambienti d’alta quota, il progetto prevede anche la raccolta di dati ambientali e morfologici del territorio, associato soprattutto alla presenza dei nevai residui, che risultano fondamentali per le specie montane, come fonte di risorsa trofica primaria in periodo riproduttivo.
La carenza di informazioni sul Fringuello alpino nell’Appennino, ha spinto ad effettuare ricerche specifiche sul massiccio del Gran Sasso, intensificatesi con l’istituzione nel 2003 della "Stazione ornitologica d'alta quota di Campo Imperatore".
La sua posizione strategica a quota 2200 metri slm ha permesso un monitoraggio continuo della specie nell'intero arco dell’anno, fondamentale per verificare eventuali variazioni sulla dinamica del nucleo presente sul massiccio del Gran Sasso.
Proprio grazie alle conoscenze acquisite negli anni nell’ambito dello studio del Fringuello alpino presso la Stazione di Campo Imperatore [riconosciute in ambito Nazionale ed Internazionale www.snowfinch.eu], s’intende avviare un sistema di rete di monitoraggio lungo la dorsale appenninica, al fine di ampliare le conoscenze sullo status di conservazione della popolazione, tramite un programma standardizzato e condiviso, denominato appunto: "Anelli sulle nevi sentinelle delle vette – Clima ed uccelli in Appennino".
Attraverso la campagna diffusa lungo le aree montane, si potranno acquisire dati sulla presenza-assenza attraverso delle schede di segnalazione che verranno dislocate presso i rifugi in quota, le stazioni sciistiche ecc., coinvolgendo nella raccolta dei dati soprattutto: ornitologi, escursionisti e frequentatori della montagna, che potranno inviare le schede di segnalazione direttamente al referente del progetto Reparto Biodiversità di L’Aquila, che inserirà le informazioni in un data-base attraverso un supporto di georeferenziazione.
Nello specifico si richiederà anche di segnalare eventuali Fringuelli alpini marcati con anelli colorati numerati, che vengono inanellati nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per capire se uno dei nuclei più importanti dell’Appennino confinato sul Massiccio del Gran Sasso, interagisce con i nuclei presenti negli altri massicci montuosi lungo la dorsale appenninica.
Oltre a costituire un elemento di indagine con finalità scientifiche, il progetto potrebbe rivelarsi un ottimo veicolo di divulgazione e sensibilizzazione, teso a far conoscere le specie montane ed interessare i fruitori della montagna, attraverso il loro diretto coinvolgimento.
A tal fine il progetto prevede la realizzazione ed istallazione di cassette nido artificiali, presso le strutture recettive in quota [rifugi, stazioni sciistiche ecc.], lanciando una campagna mediatica, coinvolgendo associazioni ornitologiche ed Enti locali, con la diffusione di materiale divulgativo come schede informative sul progetto.
Il nuovo programma di monitoraggio sul Fringuello alpino lungo la dorsale appenninica, verrà sviluppato con il coinvolgimento dei Parchi Nazionali e Regionali, delle Riserve e gli Enti locali interessati e coinvolti territorialmente.